L'arte di ben maneggiare la spada di Francesco Alfieri maestro d'arme
Trattato di Gio. Battista Oleuano
Instruttione di artiglieri, di Eugenio Gentilini
De Romana Republica sive De re militari & Civili -
Cantel, Pierre-Joseph
Historie cronologiche della vera origine di tutti gl'ordini equestri, e religioni caualleresche
Li discorsi cavallereschi del signor Francesco Birago
I commentari di Caio Giulio Cesare
Una ristretta idea di un assedio
Della guerra di Fiandra deca prima composta da Famiano Strada
C. Ivlii Caesaris Commentarii
Esercizio militare, e regola universale dell'infanteria della serenissima Repubblica di Venezia
Auuertimenti in fattioni di guerra di Bartolomeo Pellicciari
Joannis Schefferi Argentoratensis De militia nauali veterum
De militia equestri antiqua et noua ad regem Philippum 4 -
Hugo, Herman
Opera Nuova di fortificare, offendere et difendere, et far gli alloggiamenti campali secondo l'uso di guerra.
Trattato delle moderne fortificazioni
Viaggio attorno al mondo fatto negli anni 1740 dal signore Giorgio Anson -
Walter, Richard
Giornale storico del viaggio in Africa della veneta squadra - Emo, Angelo
Corso di guerra et partiti di guerreggiare, e combattere, di Pier' Maria Contarini
Precetti della militia moderna -
Ruscelli, Girolamo
Arte militare del capitano Francesco Ferretti
I carichi militari di fra' Lelio Brancaccio
Il soldato di Giouanni Altoni
Discorso del S. Guglielmo Choul gentilhuomo
Dialogo dell'honore di M. Giouanni Battista Posseuini
Istruzione sulla scherma a cavallo
I tre libri di messer Giouan Battista Susio
Iusti Lipsi De militia Romana
Flaui Vegeti Renati, uiri inl. De re militari libri quatuor
Duo libri di m. Giacomo Lanteri di Paratico da Brescia
Poliorceticon -
Lipsius, Justus
L'arte di ben maneggiare la spada
AUTORE PRINCIPALE: Alfieri, Francesco Ferdinando
TITOLO: L'arte di ben maneggiare la spada di Francesco Alfieri maestro d'arme ... Doue con noue ragioni, e con figure si mostra la perfettione di quest'arte, & in che modo secondo il sito possa il caualiere restar al suo nimico superiore. Nouamente riueduta, e corretta dal medesimo autore, diuisa in due parti con l'aggiunta dello Spadone
PUBBLICAZIONE: In Padoua : per Sebastiano Sardi, 1653
DESCRIZIONE FISICA: 2 pt.: ([16], 168, [2] p.; [8], 38 [2] p.) : ill. ; 15x21 cm
COLLEZIONE: Callegher
Questo volume accompagna il visitatore dentro un momento cruciale della storia europea, quando il modo di combattere, di muoversi e persino di pensare il corpo stava cambiando in maniera profonda. L’arte di ben maneggiare la spada, stampato a Padova nel 1653, non è soltanto un manuale di scherma: è una testimonianza viva di un’epoca di transizione, in cui tradizione e innovazione convivono, si sovrappongono e talvolta entrano in conflitto.
Per secoli, la spada da lato era stata concepita soprattutto come arma da taglio. Le lame erano larghe, robuste, relativamente corte; il combattimento avveniva a distanza contenuta e il gesto mirava a colpire con forza, sfruttando la massa dell’arma. Nel corso del Seicento, però, questa concezione comincia lentamente a cedere il passo a un nuovo modo di duellare: la punta diventa sempre più centrale. Le spade si trasformano di conseguenza, alleggerendosi, allungandosi, assottigliandosi. La precisione inizia a prevalere sull’impatto, il controllo dello spazio sulla potenza bruta.
Il trattato di Francesco Ferdinando Alfieri si colloca esattamente su questa linea di confine. Le figure incise mostrano combattenti che adottano una postura già moderna: il corpo è arretrato, il peso poggia sulla gamba posteriore, mentre la spada viene proiettata in avanti, pronta a minacciare l’avversario prima ancora che questi possa avvicinarsi. L’obiettivo è chiaro: restare il più lontano possibile dalla punta nemica, mantenendo però la propria arma costantemente in posizione offensiva. È una scherma della distanza, della misura, dell’attesa.
Eppure, osservando con attenzione, emergono i segni di un mondo che non ha ancora completato la sua trasformazione. Il fornimento della spada, la parte destinata a proteggere la mano, è ancora quello tipico delle epoche precedenti: aperto, composto da ponti d’acciaio molto efficaci contro i colpi di taglio. Ma proprio questa struttura, perfetta per il passato, diventa problematica nel nuovo sistema. Le lame sottili e affilate, impiegate di punta, riescono a insinuarsi tra le protezioni, colpendo la mano armata, che è il bersaglio più avanzato e quindi più esposto. In un solo gesto, il combattimento può concludersi. In queste immagini si percepisce chiaramente la tensione di un’arte che sta evolvendo più velocemente dei suoi strumenti.
Il cambiamento non riguarda solo l’arma, ma anche il movimento. Il cosiddetto passeggio, ovvero il modo di camminare e di gestire lo spazio durante il duello, subisce una trasformazione radicale. In precedenza era fondamentale cercare di aggirare l’avversario, lavorando lateralmente per conquistare pochi centimetri utili a portare il colpo. Con la nuova scherma di punta, invece, il combattimento si sviluppa sempre più su una linea retta, avanti e indietro, riducendo i movimenti laterali e accentuando il gioco delle distanze. Questo trattato documenta con chiarezza proprio questa svolta.
Il volume raccoglie inoltre una seconda opera dedicata allo spadone a due mani, un’arma che nel Seicento era ormai quasi del tutto uscita dall’uso. Già prima di allora era stata oggetto di poche trattazioni, spesso frammentarie. Alfieri sceglie invece di darle spazio, come se volesse preservare un sapere destinato a scomparire. La presenza dello spadone accanto alla spada da lato rafforza l’idea di un libro che non guarda solo al presente, ma anche al passato, offrendo una visione ampia e consapevole dell’arte delle armi.
Uno degli elementi più affascinanti per il visitatore è la straordinaria ricchezza illustrativa. Le incisioni in rame, attribuite alla scuola di Jacques Callot, non sono semplici schemi tecnici: sono scene animate, eleganti, dense di dettagli. I gesti, le posture, gli abiti raccontano non solo come si combatteva, ma anche come ci si presentava, come si stava in piedi, come si occupava lo spazio. Per questo il libro è anche un documento prezioso per la storia del costume e della rappresentazione del corpo. L’eccesso decorativo tipico della stampa seicentesca, qui, non appesantisce: al contrario, contribuisce a rendere l’opera una vera rarità bibliografica.
Anche il formato parla al visitatore con sorprendente chiarezza. Si tratta di un 4º in formato album, quindi orizzontale, una scelta che risponde a esigenze pratiche oltre che estetiche. Nei sistemi basati sul taglio, la distanza tra i duellanti era minore e le figure potevano essere comodamente rappresentate su una pagina verticale. Con l’affermarsi della punta, la misura d’attacco aumenta e i combattenti sono più lontani: per raffigurarli senza ridurre eccessivamente le figure, la pagina orizzontale diventa la soluzione ideale. Il libro, in questo senso, è progettato per spiegare visivamente un nuovo modo di combattere.
L’esemplare esposto è rivestito da una elegante legatura novecentesca in pergamena rigida, con decorazioni in oro al dorso e due tasselli che riportano titolo, autore, luogo e anno di stampa. Una veste sobria e raffinata che valorizza un testo pensato per durare e per essere consultato, studiato, ammirato.
Francesco Ferdinando Alfieri, originario di Padova, fu uno dei più noti schermidori del XVII secolo e Maestro d’Armi presso l’Accademia Delia, in territorio veneziano. La sua opera riflette una concezione ampia della scherma: non solo tecnica di combattimento, ma disciplina formativa, capace di offrire vantaggi non soltanto nello scontro, ma anche nella vita quotidiana. Alfieri è tra i pochi autori a interrogarsi su cosa significhi davvero diventare maestro, su come l’arte delle armi possa educare il corpo, la mente e il carattere.
Questo libro non insegna solo a maneggiare una spada. Racconta un cambiamento profondo nel modo di stare al mondo, di misurare il rischio, di controllare se stessi e lo spazio intorno. È un oggetto che parla di equilibrio tra passato e futuro, e che ancora oggi riesce a coinvolgere anche chi non ha mai impugnato un’arma.
Della guerra di Fiandra
AUTORE PRINCIPALE: Strada, Famiano
TITOLO: Della guerra di Fiandra deca prima composta da Famiano Strada della Comp. di Giesù volgarizzata da Carlo Papini dell'istessa Comp. con le figure
PUBBLICAZIONE: In Roma : a spese di Hermanno Scheus, 1639 (In Roma : appresso Pietro Antonio Facciotti, 1638)
DESCRIZIONE FISICA: [16], 509 [i.e. 515], [81] p., [22] c. di tav. calcogr. doppie ; 4º
COLLEZIONE: Callegher
Prima “Deca” della celebre opera storica di Famiano Strada, gesuita e docente di retorica al Collegio Romano, qui presentata nella traduzione volgare di Carlo Papini, anch’egli appartenente alla Compagnia di Gesù. Il volume, stampato a Roma nel 1638 “a spese di Hermanno Scheus”, con licenza dei Superiori e privilegio, costituisce la versione italiana del De Bello Belgico, monumentale narrazione della guerra nelle Fiandre, ossia della rivolta dei Paesi Bassi contro la monarchia asburgica di Spagna tra il 1555 e il 1590.
L’opera – dedicata ai principi Francesco Maria e Odoardo Farnese – si inserisce nel solco della storiografia gesuitica del Seicento, con un’impostazione dichiaratamente filospagnola. Strada, oltre che storico, fu raffinato oratore e uomo di cultura politica; nella Guerra di Fiandra egli unisce rigore narrativo, costruzione retorica e intento apologetico, offrendo un racconto ampio degli eventi militari e diplomatici che segnarono l’Europa della seconda metà del XVI secolo. La seconda “Deca” sarebbe apparsa solo nel 1648, sempre a Roma. Il volume si distingue per l’imponente apparato iconografico. L’antiporta calcografica a piena pagina presenta una complessa allegoria: in alto siede la personificazione della Vittoria (o della Fama bellica), circondata da trofei, bandiere e armi; accanto, un leone – evidente richiamo simbolico alle Fiandre e ai Paesi Bassi. A sinistra un personaggio regge una pianta prospettica di fortificazione, sottolineando il ruolo cruciale dell’ingegneria militare nei conflitti narrati. L’immagine introduce visivamente il contenuto dell’opera: non solo cronaca di battaglie, ma analisi delle strategie, degli assedi e delle architetture difensive.
L’esemplare comprende 11 tavole fuori testo a doppia pagina, finemente incise, raffiguranti scene di battaglie e operazioni militari, oltre a capilettera calcografici e una vignetta incisa al verso dell’ultima carta.
La legatura coeva in piena pelle, con decorazioni e titolo e autore impressi in oro al dorso, completa un insieme di notevole fascino collezionistico. La solidità strutturale e l’armonia tipografica riflettono la cura editoriale riservata a un’opera destinata a un pubblico colto e aristocratico.
Viaggio attorno al mondo
AUTORE PRINCIPALE: Walter, Richard
TITOLO: Viaggio attorno al mondo fatto negli anni 1740, 1., 2., 3., 4., dal signore Giorgio Anson ... ricavato dal suo proprio giornale e da altri suoi fogli da Riccardo Walter ... tradotto dall'inglese in italiano da Hambly Pope
PUBBLICAZIONE: In Livorno : per Gio. Paolo Fantechi e compagni, 1756
DESCRIZIONE FISICA: XVI, 428 p., [2] c. di tav. : ritr., c. geogr. ; 4°
COLLEZIONE: Callegher
Pubblicato a Londra nel 1748, A Voyage Round the World è il resoconto ufficiale della spedizione compiuta tra il 1740 e il 1744 sotto il comando del commodoro George Anson, durante la guerra tra Gran Bretagna e Spagna. Redatto da Richard Walter, cappellano della nave ammiraglia Centurion, il volume si presenta come un diario ampio e dettagliato, che unisce cronaca militare, osservazione scientifica e riflessione politica.
L’opera si apre con un’analisi dell’organizzazione navale britannica del Settecento, mettendo in luce le difficoltà logistiche e i ritardi che segnarono la partenza della flotta. Walter descrive con lucidità le carenze nell’arruolamento, l’impreparazione di parte dell’equipaggio e le conseguenze devastanti delle malattie – in particolare lo scorbuto – durante la traversata dell’Atlantico e la discesa lungo le coste sudamericane.
Il cuore del libro è costituito dalla navigazione nel Pacifico e dalle operazioni contro gli interessi spagnoli. Di particolare rilievo è il racconto della cattura del galeone di Manila nel 1743, episodio che ebbe notevole risonanza economica e simbolica. Walter ne narra con precisione le manovre navali, l’organizzazione del combattimento e la gestione del bottino, offrendo un raro sguardo interno sulla guerra marittima del XVIII secolo.
Accanto agli aspetti militari, il volume contiene osservazioni naturalistiche su flora e fauna dei territori toccati, descrizioni delle popolazioni locali e annotazioni sui commerci e sulle strutture coloniali. La scrittura, pur inserita nel linguaggio del tempo, risulta chiara e ordinata, con un taglio pragmatico che rende il testo accessibile anche al lettore moderno.
Il libro ebbe ampia diffusione in Europa e divenne un punto di riferimento per le successive spedizioni oceaniche. Oltre al valore storico-documentario, rappresenta una testimonianza diretta della mentalità imperiale britannica e della complessità delle grandi imprese marittime del Settecento.
Dialogo dell'honore
AUTORE PRINCIPALE: Possevino, Giovanni Battista
TITOLO: Dialogo dell'honore di M. Giouanni Battista Posseuini ... Nel quale si tratta à pieno del duello, con la tauola di quanto vi si contiene, fatta con diuerso ordine dall'altre
PUBBLICAZIONE: In Vinegia : appresso Gabriel Giolito de Ferrari, et fratelli, 1556.
DESCRIZIONE FISICA: [8], 318 [i.e. 322], [42] p. ; 4º
COLLEZIONE: Callegher
Rara seconda edizione (la prima apparve nel 1553) del Dialogo dell’honore di Giovanni Battista Possevino, stampata a Venezia presso Gabriel Giolito de' Ferrari et fratelli tra il 1555 e il 1556. L’opera, dedicata e curata dal fratello Antonio Possevino (il cui nome compare nella dedica a carta *2r), rappresenta una delle testimonianze più significative del dibattito cinquecentesco sull’onore e sul duello.
Il Dialogo affronta in forma dialogica il tema dell’onore cavalleresco, trattando ampiamente la questione del duello, allora al centro di controversie morali, giuridiche e religiose. La struttura dialogica consente un’esposizione vivace e problematica, in cui le diverse posizioni vengono confrontate e vagliate criticamente. L’opera non si limita alla descrizione tecnica della pratica duellistica, ma ne indaga i presupposti etici, la legittimità, le conseguenze sociali e spirituali, offrendo al lettore un quadro complesso e maturo della cultura dell’onore nel pieno Rinascimento italiano.
Dal punto di vista tipografico, l’edizione si distingue per l’eleganza del carattere corsivo romano, per le iniziali e i fregi xilografici che impreziosiscono il testo, e per la presenza della celebre marca editoriale giolitina. Sul frontespizio compare la fenice che rinasce dalle fiamme sprigionate da un’anfora con le iniziali G.G.F., poggiante su un basamento affiancato da due leoni alati; i motti nei nastri recano le formule “De la mia morte eterna vita I vivo” e “Semper eadem”. All'interno del volume si trova una seconda e diversa versione della marca: fenice rivolta al sole, su fiamme che emergono da un globo alato con iniziali G.G.F., accompagnata dal motto “Semper eadem” (dimensioni circa 6,3 x 7,7 cm). La duplice presenza dell’impresa rafforza l’identità editoriale e il prestigio dell’officina Giolito.
L’esemplare è conservato in legatura ottocentesca in mezza pelle con piatti marmorizzati; al dorso, il cognome dell’autore e la parola “Dialogo” sintetizzano il titolo, secondo l’uso collezionistico del XIX secolo.
Trattato di Gio. Battista Olevano
AUTORE PRINCIPALE: Olevano, Giovanni Battista
TITOLO: Trattato di Gio. Battista Oleuano Academico Intento in due libri diuiso. Nel quale co'l mezo di cinquanta casi vien posto in atto prattico il modo di ridurre a pace ogni sorte di priuata inimicitia, nata per cagion d'honore. Con due tauole vna de' casi l'altra delle cose notabili che nell'opera si contengono. ...
PUBBLICAZIONE: In Venetia : appresso Giacobo Antonio Somascho, 1603
DESCRIZIONE FISICA: 2 v. ; 4º
COLLEZIONE: Callegher
Prima edizione originale (M.DCIII) di un’opera centrale nella trattatistica d’onore del primo Seicento, composta da Giovanni Battista Olevano, accademico detto “Intento”. Stampata a Venezia presso Giacobo Antonio Somascho nel 1603, l’opera si presenta divisa in due libri, con due tavole finali: una dei cinquanta casi esaminati, l’altra delle cose notabili, a conferma della volontà sistematica e consultabile del testo.
Il frontespizio, quasi integralmente conservato, reca una solenne dedica “Al Serenissimo et Invittissimo Carlo Emanuele Duca di Savoia, Prencipe del Piemonte”, ossia a Carlo Emanuele I di Savoia, figura emblematica della nobiltà guerriera e cortigiana dell’epoca. La dedica non è elemento ornamentale, ma chiave interpretativa: il trattato si inserisce nel dibattito politico e morale sull’onore aristocratico, offrendo un modello di regolazione pacifica dei conflitti interni alla classe nobile.
La marca editoriale raffigura un centauro con arco nella mano sinistra, faretra a tracolla e serpente avvolto al braccio destro, accompagnato dal motto “Viribus iungenda sapientia” (alla forza va unita la sapienza). L’impresa sintetizza efficacemente il contenuto dell’opera: non negazione dell’onore, ma sua disciplina razionale; non abolizione del codice cavalleresco, bensì sua sublimazione attraverso prudenza e mediazione.
Il Trattato si distingue nella vasta produzione sul duello perché non mira a legittimare lo scontro armato, bensì a prevenirlo. Attraverso cinquanta casi concreti – veri e propri scenari di conflitto nati da offese, parole, sospetti, disuguaglianze sociali – Olevano mostra come ricondurre le inimicizie a una soluzione onorevole senza ricorso alle armi. Il procedimento è pratico, quasi casistico: ogni situazione viene analizzata nelle sue varianti e sciolta con argomentazioni coerenti con il codice d’onore, evitando però l’esito cruento.
In questo senso l’opera rappresenta un momento di maturazione della cultura cavalleresca: mentre nel Cinquecento molti autori avevano tentato di giustificare il duello su basi legali o morali, Olevano si colloca in una prospettiva conciliativa, in sintonia con le crescenti pressioni religiose e politiche contro la pratica del combattimento privato. La pace non è presentata come debolezza, ma come forma superiore di governo dell’onore.
C. Ivlii Caesaris Commentarii [...]
AUTORE PRINCIPALE: Caesar, Gaius Iulius
TITOLO: Commentarii
PUBBLICAZIONE: Antuerpiae : apud Martinum Nutium & Fratres, 1622
COLLEZIONE: Callegher
Elegante e solido esemplare dei Commentarii di Gaio Giulio Cesare, impresso ad Anversa nel 1622 “Apud Martinum Nutium & Fratres”, come indicato al frontespizio. L’edizione, intitolata C. Iulii Caesaris Commentarii, novis emendationibus illustrati, si presenta accresciuta da frammenti tratti dalla biblioteca di Fulvio Orsini (Fulvii Ursini Romani), umanista e antiquario romano, segno di un lavoro filologico attento e aggiornato rispetto alle precedenti tirature.
Il frontespizio, tipograficamente equilibrato, reca al centro una marca editoriale figurata: Due cicogne di cui l'una porta volando del cibo all'altra, nel suo nido. Motto: Pietas homini tutissima virtus. La stamperia di Martin Nutius era situata ad Anversa all'insegna delle "Due Cicogne" (sub signo Ciconiarum), motivo per cui il logo è così prominente sul frontespizio. La carta appare di buona qualità, con naturale brunitura e lievi segni d’uso coerenti con l’età; sono presenti le consuete illustrazioni calcografiche che accompagnano molte edizioni dei Commentarii, raffiguranti scene militari, assedi... Si tratta di apparati iconografici ormai canonici, ma sempre di forte impatto, che trasformano il testo cesariano in un vero manuale strategico oltre che storico.
Particolarmente rilevante è la legatura coeva (o di poco posteriore) in piena pelle marrone, riccamente decorata in oro. Le cornici e i fregi vegetali agli angoli incorniciano un grande riquadro centrale con motivo ornamentale simmetrico; la doratura, seppur in parte attenuata dall’uso, conserva ancora brillantezza e definizione. Il dorso presenta nervi rilevati, a testimonianza di una struttura robusta e di pregio.
Elemento distintivo dell’esemplare sono le iscrizioni dorate impresse sui piatti, che rivelano con ogni probabilità una destinazione celebrativa o di dono. Sul piatto anteriore si legge “D IOSEPHI DE NOVELLE (o NOYELLE)” e in basso “BARONIS D TORSYETO (o TORSVETO) HALLIS 1647” (lettura con alcune incertezze dovute all’usura), mentre sul piatto posteriore compare una formula latina encomiastica che menziona l’“insigni munificentia” e il “perillustris domini moecenatis nostri”. Tali elementi suggeriscono un omaggio destinato a un personaggio di rango, probabilmente il barone citato o un altro mecenate, nel 1647, dunque circa venticinque anni dopo la stampa del volume. Non è raro che opere classiche di alto valore simbolico, come Cesare, venissero offerte quale dono politico o culturale, a sottolineare virtù quali prudenza, valore militare e capacità di governo.
Giornale storico del viaggio in Africa della veneta squadra
AUTORE PRINCIPALE: Emo, Angelo
TITOLO: Giornale storico del viaggio in Africa della veneta squadra, comandata dall'eccell. kavaliere, e procurator di San Marco, il signor Angelo Emo ... spedita a danni della reggenza di Tunisi
PUBBLICAZIONE: In Venezia : presso Giambattista Novelli, 1787
DESCRIZIONE FISICA: 115, [1] p., [1] c. di tav. : 1 ritr. ; 8°
COLLEZIONE: Callegher
Pubblicato a Venezia nel 1787 da Giambattista Novelli, il Giornale storico del viaggio in Africa della veneta squadra rappresenta una delle più importanti testimonianze a stampa dell’ultima grande campagna marittima della Serenissima. Redatto da Angelo Emo, protagonista assoluto della politica navale veneziana del tardo Settecento, il volume raccoglie il diario della spedizione condotta contro la Reggenza di Tunisi tra il 1784 e il 1787: una guerra breve, regionale, ma cruciale per comprendere la vitalità residua della Repubblica e la sua volontà di difendere i traffici mediterranei contro la pirateria barbaresca.
Il libro, in formato ottavo (115 pagine, un ritratto fuori testo, frontespizio ornato da fregio xilografico), segue l’avanzare della squadra navale da Malamocco a Corfù, dalla Sicilia all’isola di Malta, fino alla baia di Tunisi. Emo registra con precisione rotte, soste, condizioni meteo, difficoltà logistiche, ma soprattutto la progressiva crescita della potenza di fuoco veneziana, che nel corso della campagna si arricchisce di vascelli, fregate, bombarde e sciabecchi. A emergere non è solo la cronaca militare, ma la capacità organizzativa di un comandante che – pur operando in un contesto politico ormai declinante – riesce a mobilitare una delle ultime grandi flotte veneziane.
Il diario documenta i bombardamenti di Sousse, Biserta, Sfax e La Goletta, condotti con strategie innovative: celebre l’utilizzo delle batterie galleggianti, mezzi a basso pescaggio che potevano avvicinarsi all’imboccatura dei porti, replicando tecniche sperimentate nell’assedio di Gibilterra. Emo descrive l’impatto delle operazioni, gli incendi nelle città colpite, le manovre tunisine per riparare la flotta, e le persistenti difficoltà diplomatiche che resero necessario un intervento prolungato.
Grande rilievo assume anche il tema politico: dall’interno della spedizione si vede una Repubblica che, pur non più egemone, difende con ostinazione il proprio spazio economico nel Mediterraneo. Non manca il passaggio in cui Emo – allora all’apice della carriera – viene elevato a Procuratore de Ultra di San Marco (1786), onore che certifica la sua centralità nella vita pubblica veneziana.
Il trattato di pace del 1787, raggiunto grazie alla pressione navale descritta nel libro, impose al Bey una riduzione dei dazi e il pagamento di un risarcimento. Emo registra gli esiti immediati, senza però poter prevedere il riaccendersi del conflitto negli anni successivi: il volume si chiude dunque nel momento in cui la campagna sembra aver raggiunto il suo scopo, lasciando fuori dalla narrazione la ripresa delle ostilità del 1790–92 e la morte dello stesso Emo a bordo della Fama.
Come fonte storica, il Giornale è straordinario perché unisce osservazione diretta, descrizione tecnica e consapevolezza politica, offrendo uno sguardo dall’interno sull’ultima grande prova bellica della Serenissima. E, come oggetto bibliografico, rappresenta uno dei rari esemplari che documentano in tempo reale la trasformazione di una flotta che per quattro secoli aveva dominato il Mediterraneo.
Istruzione sulla scherma a cavallo
TITOLO: Istruzione sulla scherma a cavallo
PUBBLICAZIONE: Chieti : Stamperia del Petrarca, 1837
DESCRIZIONE FISICA: 76 p., 42 c. di tav. : ill. ; 20 cm.
COLLEZIONE: Callegher
Interessante ed articoata edizione di questo fondamentale trattato di oplologia equestre, originariamente compilato dal Primo Tenente Giuseppe Weiss per l'addestramento della Cavalleria del Reale Esercito delle Due Sicilie. L'opera, approvata ufficialmente da S.M. Francesco I nel Consiglio di Stato del 15 ottobre 1829 e dedicata a S.A.R. il Principe di Salerno Leopoldo di Borbone, Comandante Generale ed Ispettore dei Corpi della Guardia Reale, rappresenta un documento essenziale per la comprensione dell'evoluzione della scherma militare nell'Italia pre-unitaria. Il testo si articola in tre parti distinte, offrendo un percorso didattico progressivo che muove dall'addestramento appiedato fino alle complesse manovre di reggimento. La metodologia di Weiss si distingue per un approccio biomeccanico preciso: l'autore pone l'accento sulla mobilità dell'articolazione del polso ("movimento del pugno") come fulcro dell'azione offensiva, prescrivendo la rigidità del braccio teso per la maggior parte dei colpi al fine di garantire la copertura del corpo, con la notevole eccezione del "sesto taglio", l'unico che richiede la flessione del gomito per generare la forza necessaria nel movimento orizzontale da sinistra a destra.
La Prima Parte è dedicata all'esercizio della sciabola a piedi ("Prima Classe"). Qui l'autore introduce i fondamentali attraverso l'uso di bersagli murali ("un cerchio traversato da due diametri... e da un terzo diametro orizzontale") per insegnare alle reclute l'esatta geometria dei colpi prima di montare in sella. Vengono codificati sei tagli specifici e le relative parate, con una minuziosa descrizione delle posizioni di guardia ("Guardia principale") e dei movimenti preparatori. Di particolare interesse tecnico è la distinzione tra le azioni contro la fanteria e quelle contro la cavalleria; contro i fanti, ad esempio, si prescrive un movimento circolare specifico e l'uso del dorso della lama per deviare le baionette, preservando il filo della sciabola.
La Seconda Parte ("Seconda e Terza Classe") traspone le tecniche acquisite in sella. Weiss analizza la gestione del cavallo durante il combattimento, istruendo il cavaliere a sollevarsi leggermente sulle staffe portando la vita in avanti, mantenendo però una perpendicolarità che eviti di gravare eccessivamente su un lato e sbilanciare la sella. Vengono descritte le divisioni marciando e le dinamiche di "Attacco e Difesa" in movimento circolare, introducendo concetti tattici avanzati come il "caracollo" o "passata larga" per riprendere la misura dopo un'azione difensiva e passare al contrattacco sul fianco sinistro dell'avversario. Questa sezione include anche istruzioni specifiche per l'uso degli "uomini d'ala" come modelli visivi per l'intera linea di formazione.
La Terza Parte eleva l'istruzione al livello di unità militare complessa, trattando le "Manovre di Reggimento per le riviste". Qui l'autore dettaglia le coreografie per le divisioni in linea e al galoppo, e le simulazioni di combattimento tra prima e seconda riga, specificando le posizioni gerarchiche degli Ufficiali e le distanze di sicurezza. A chiusura del volume, di estremo interesse storico-collezionistico è la sezione dedicata agli esercizi di destrezza: il "Corso delle Teste" e l'"Esercizio dell'Anello". Quest'ultimo prevede l'uso di una macchina specifica con un braccio di ferro e anelli di diametro decrescente per affinare la precisione del colpo di punta in velocità. L'apparato iconografico, composto da numerose tavole ripiegate fuori testo (le tavole finali illustrano le traiettorie dei colpi, le posizioni dei cavalieri e lo schema geometrico delle manovre), costituisce un corredo visuale indispensabile che chiarisce la complessità cinetica delle azioni descritte. Il volume, stampato dalla Stamperia del Petrarca a Chieti nel 1837 (una ristampa successiva alla prima edizione napoletana del 1830), testimonia la diffusione e la longevità del metodo Weiss all'interno dei domini borbonici.
Instruttione di artiglieri
AUTORE PRINCIPALE: Gentilini, Eugenio
TITOLO: Instruttione di artiglieri, di Eugenio Gentilini da Este; doue si contiene la Esamina vsata dallo Strenuo Zaccaria Schiauina, con vna gionta dell'Auttore, nella quale copiosamente dichiara, quanto nell'Esamina si comprende: et vn discorso fatto dal medesimo sopra le Fortezze, trattando con il capitan Marino Gentilini suo fratello ... et per maggior intelligenza di ciascuno vi sono anco le figure
PUBBLICAZIONE: In Venezia : appresso Franesco de' Franceschi Senese, 1598
DESCRIZIONE FISICA: [8], 104 carte : ill. ; 4º
COLLEZIONE: Callegher
Seconda edizione rarissima della fondamentale Instruttione di artiglieri di Eugenio Gentilini da Este, stampata a Venezia nel 1598 “appresso Francesco de’ Franceschi Senese”, unico vero manuale noto dell’autore e fra i testi più rappresentativi dell’insegnamento dell’artiglieria nella Serenissima tra tardo Cinquecento e primo Seicento. L’opera, “nella quale copiosamente dichiara quanto nell’Esamina si comprende”, si presenta come un compendio sistematico di artiglieria, balistica e fortificazione, arricchito da illustrazioni di cannoni, disegni tecnici e piante, e dalla “Esamina vsata dallo Strenuo Zaccaria Schiauina”, celebre Capo dei Bombardieri veneziani.
Gentilini (n. 1529), artigliere di lunga esperienza al servizio dell’Ordine di Malta, del Granducato di Toscana e soprattutto della Repubblica di Venezia, indirizza la sua opera al Procuratore di San Marco Giovanni Mocenigo. Nella dedica del 18 marzo 1598 sottolinea come l’ingegno sia nato da una vita trascorsa “nel servitio della famosissima Religione di Malta … e molto più nella servitù continua e debita con questa Serenissima & Potentissima Republica”. Il tono encomiastico è tipico della letteratura tecnico-militare del tempo, ma la materia è concreta, pratica, figlia della quotidianità dei bombardieri di bordo e di fortezza. Il libro è inoltre “figlia” modesta dell’autore, che confessa ai lettori di averla messa in luce “contra il proprio volere”, priva di ornamenti ma destinata all’utile collettivo.
Elemento distintivo dell’opera è la presenza dell’Esamina attribuita a Zaccaria Schiavina, artigliere di eccezionale fama che partecipò alla Lega Santa nella galeazza di Francesco Duodo. Una testimonianza coeva, sottoscritta da Paolo Orsini, ricorda come egli avesse trovato “in tanto bisogno un novo modo del caricar l’artiglieria, et con invenzioni così singolari nelli tiri da offender il nemico disciplinando in quello tutti li Bombardieri, che da questo notabile ammaestramento le Galere Grosse fecero il danno che si sa all’Armata Nemica il giorno della Gloriosa Vittoria”. Lo Schiavina fu anche autore di un proprio manuale, il Breve essanime intorno l’artigliere (Brescia, 1586), che condivide con Gentilini impostazione pratica e interesse per il riconoscimento degli strumenti — “Cannoni, Colombrine, Perieri, Mortari, & altri simili instromenti, con il modo di conoscerli et usarli”.
La Instruttione appartiene a una vera e propria micro-tradizione della trattatistica militare dialogata della seconda metà del XVI secolo, nella quale, come ricorda Michel Pretalli, autori-professionisti elaborano testi “a funzione essenzialmente didattica”, lontani dal dialogo umanistico ma fondamentali nella trasmissione dei saperi tecnici. Anche Gentilini sceglie il dialogo: la seconda parte del volume è infatti un “discorso fatto … sopra le Fortezze” condotto tra lui e il fratello Marino, capitano al servizio della Serenissima. I due discutono di bastioni, angoli di tiro, piazze basse, difese ravvicinate e soprattutto delle posizioni ottimali per l’artiglieria: un confronto vivo, quasi una lezione in armeria, che riflette la cultura delle scuole veneziane d’artiglieria citate da Jähns.
Notevole la presenza delle figure: disegni balistici, profili di bocche da fuoco, e una rara stampa del “Modo di cavar un Canone dalla Corsia sbarcandolo fuori di Galera”, cioè sbarco di un cannone di corsia da una galea militare, tramite una zattera costruita con i remi della galea stessa. Caratteristica singolare è il dettaglio araldico sulle bandiere della nave: non il consueto segno anonimo di altre edizioni, ma lo stemma dei Tiepolo, “D’azzurro, al corno ducale d’argento”, segno di committenza o di celebrazione familiare.
Dal punto di vista fisico il volume presenta collazione completa: [8], 104 carte, con segnatura a-b⁴ A-2C⁴, frontespizio in cornice con la figura della Pace (“Pax”) seduta presso una colonna. La qualità della stampa e la ricchezza delle xilografie ne confermano la destinazione a un pubblico professionale ma colto, in primo luogo gli allievi e gli ufficiali delle artiglierie veneziane.
Opera di grande rarità, seconda edizione di un testo che apparve per la prima volta nel 1592 e conobbe almeno quattro riprese con titoli diversi — Instrutione de’ bombardieri, Instruttione di artiglieri, Il perfetto bombardiere — fino al 1641. Testimonia il momento più alto della cultura militare veneziana, quando tra la guerra di Candia, il rafforzamento della Terraferma e la costruzione di Palmanova si definiva un nuovo paradigma di difesa dello Stato.
Un manuale prezioso per studiosi, collezionisti di artiglieria, bibliofili del Cinquecento tecnico-scientifico e per chiunque desideri un esempio completo dell’insegnamento militare nella Venezia tardo-rinascimentale.
Esercizio militare a regola universale dell'Infanteria della serenissima Repubblica di Venezia
TITOLO: Esercizio militare, e regola universale dell'infanteria della serenissima Repubblica di Venezia suggerito, e nuovamente accresciuto da s.e. felt marescial Mattias Gio. co. di Schulembourgh generale in capite, ristampato per ordine dell'illustriss. & eccellentiss. signor Sebastian Zustinian ... In esecuzione al decreto dell'eccellentiss.mo senato de dì 22. Ottobre 1735
PUBBLICAZIONE: [Venezia] : stampato per Z. Antonio, & Almoro Pinelli stampatori ducali
DESCRIZIONE FISICA: [8], 296 p., 11 c. di tav. ripieg. : ill. calcogr. ; 4
COLLEZIONE: Callegher
L’Esercizio militare, e regola universale dell’infanteria della Serenissima Repubblica di Venezia, nella sua edizione ampliata e aggiornata secondo il decreto del Senato del 22 ottobre 1735 e ristampata con supplemento nel 1752, rappresenta uno dei più compiuti tentativi della Repubblica di codificare in forma stabile il funzionamento del proprio esercito terrestre. La copia qui descritta, in formato quarto (290 × 215 mm), consta di 426 pagine più 11 tavole calcografiche ripiegate fuori testo, impaginate entro una cornice a doppia bordura e aperte da un frontespizio ornato dal leone marciano xilografico, simbolo della sua natura ufficiale.
La legatura è in mezza pelle, con piatti marmorizzati, dorso decorato in oro e tassello rosso con titolo abbreviato, luogo e data di stampa impressi anch'essi in oro. La tipografia è quella dei Pinelli, stampatori ducali, garanzia di controllo diretto da parte della Repubblica, che tramite loro, stampava gli editti e le comunicazioni ufficiali a stampa. Rispetto ad altre opere militari coeve, questa presenta una dimensione del carattere più grande del consueto, espediente volto a facilitarne la consultazione durante esercitazioni e lezioni: un’indicazione concreta del suo impiego pratico.
L’autore, Johann Matthias von der Schulenburg (1661–1747), apparteneva alla nobiltà brandeburghese-prussiana e fu protagonista di una lunga carriera al servizio di più potenze europee. Combatté in Ungheria contro i Turchi (1687–1688), fu colonnello nel reggimento tedesco di Vittorio Amedeo II di Savoia (1699), rimase gravemente ferito nel 1701, e prese parte alla Grande Guerra del Nord, subendo sconfitte a Klissow e Fraustadt (1702). Nel 1707 militò sotto il Principe Eugenio nelle decisive battaglie di Oudenaarde e Malplaquet. Questa vastissima esperienza su fronti diversi, una vera sintesi della guerra europea tra Sei e Settecento, costituisce la base concreta dell’opera.
La sua fama raggiunse l’apice con la difesa eroica di Corfù nel 1716, episodio che segna il culmine della competizione turco-veneziana nel Mediterraneo. Qui Schulenburg, a capo di truppe notevolmente inferiori di numero e mezzi, resistette per oltre quaranta giorni all’assedio ottomano, impiegando manovre ingegnose e continui spostamenti per simulare una forza superiore.
La battaglia si concluse con una tempesta che investì il campo turco e con l’arrivo, provvidenziale, della flotta spagnola alleata. Il successo ebbe risonanza europea, e l’abilità di Schulenburg fu riconosciuta nei massimi ambienti militari del tempo.
La Repubblica di Venezia lo celebrò con una pensione annua di 5000 ducati, un busto all'Arsenale e una statua pubblica a Corfù, scolpita da Antonio Corradini. Per commemorare la vittoria, il Senato commissionò ad Antonio Vivaldi l’oratorio Juditha triumphans devicta Holofernis barbarie (1716), un oratorio militare sacro, in cui la figura biblica di Giuditta rappresenta allegoricamente Venezia vittoriosa contro la “barbarie” ottomana. L’eco artistica della battaglia contribuì a creare un vero mito pubblico attorno al feldmaresciallo.
Al tempo stesso, Schulenburg era un raffinato collezionista: a partire dal 1724 acquistò quasi novanta opere provenienti dalla collezione Gonzaga-Nevers, tra cui dipinti di Caravaggio, Correggio, Giorgione, Giulio Romano e Castiglione. Ebbe come pittori di fiducia Francesco Simonini (autore delle scene di battaglia), Gianantonio Guardi, Giambattista Piazzetta (che nel 1739 compilò l’inventario della collezione) e Marieschi. La sua dimora veneziana, Ca’ Loredan a San Trovaso, divenne un centro artistico frequentato da nobili e intellettuali europei. Questa apertura culturale influenza chiaramente l’impostazione della sua opera militare, ordinata, sistematica e attenta alla precisione formale.
L’Esercizio militare è strutturato in 93 capitoli che trattano ogni aspetto della vita militare:
– classificazione delle truppe e gerarchie;
– funzioni di capitani, luogotenenti, sergenti maggiori e governatori dell’esercito;
– equipaggiamento e differenze fra reparti;
– esercizi di moschetto e picca, difesa con cavalli di frisia;
– marce, colonne, schieramenti e passaggi di formazione;
– manutenzione delle armi e disciplina nei corpi;
– comportamento in battaglia e nelle guarnigioni;
– regolamentazione cerimoniale (incluso l’uso rituale della picca).
Il linguaggio è pratico, diretto, pensato per l’applicazione quotidiana, ma non privo di ambizioni teoriche. Come ricorda Sereri, Schulenburg mostrava «interesse per gli scritti wolffiani», cioè per il pensiero razionalistico di Christian Wolff, capace di ordinare le materie in sistemi coerenti. Un contemporaneo scriveva:
«Docti homines summis laudibus exornarunt scientiam tuam, quae consuetudines et praecepta priscae atque hodiernae tactices componit.»
“Gli uomini dotti hanno grandemente lodato la tua conoscenza, che unisce le consuetudini e i precetti dell’antica e della moderna tattica.”
Questo tratto, la volontà di confrontare tradizione e innovazione, è uno dei punti più evidenti del testo.
Dal punto di vista storico, il manuale si colloca nel cuore della riforma militare veneziana. Venezia, come ricordano i trattati del tempo, stava passando dal vecchio modello in compagnie (di matrice seicentesca) alla più moderna struttura in reggimenti, adottata da Francia, Sassonia e Impero. Tamburlini sottolinea giustamente che «Schulenburg sarebbe stato l’ultimo riformatore a incidere sulla struttura complessiva dell’esercito di San Marco». L’opera riflette questo momento di transizione e costituisce uno strumento normativo essenziale.
Le undici tavole ripiegate, incise con chiarezza geometrica, mostrano posizioni, formazioni e movimenti della fanteria: esse completano il testo con un supporto visivo indispensabile, soprattutto per la didattica degli ufficiali minori. La presenza integrale delle tavole in questa copia ne accresce il valore bibliografico.
Particolare rilievo merita il supplemento del 1752, con proprio frontespizio riccamente decorato dal leone marciano. Pur numerato in continuità (pp. 397–426), esso costituisce un aggiornamento autonomo dell’opera, con correzioni alle esercitazioni e un affinamento delle disposizioni operative. La fascicolazione continua suggerisce che l’edizione fu concepita per unire definitivamente le due parti, trasformando la raccolta originaria in un corpo normativo unitario.
Le vicende successive della vita di Schulenburg mostrano la sua continua centralità nelle questioni militari veneziane. Trasferito a Verona nel 1742, seguì da vicino gli sviluppi della Guerra di Successione Austriaca (1740–1748), garantendo la neutralità veneziana e intervenendo nei piani di fortificazione del fiume Adige. Lì trascorse gli ultimi anni, fino alla morte nel 1747, continuando l’opera di collezionista e riformatore.
L’importanza dell’Esercizio militare non risiede soltanto nella sua completezza tecnica, ma nel suo essere una finestra sull’identità di un esercito che, pur non più espansivo, ambiva nonostante le numerose difficoltà a efficienza e disciplina. È il documento più completo dell’ultima stagione di modernizzazione veneziana: una sintesi tra esperienza maturata sui campi di battaglia europei e necessità istituzionali della Serenissima.
La copia qui descritta, integra e illustrata, si configura dunque come un testimone raro e prezioso: non solo un manuale di addestramento, ma un frammento della cultura militare, politica e artistica della Venezia settecentesca. Un’opera che, come scrisse un contemporaneo, «non lascia dubbi sulla perizia dell’autore e sulla cura della Repubblica nel formare soldati ordinati e disciplinati».
Corso di gverra et partiti di guerreggiare, e combattere
AUTORE PRINCIPALE: Contarini, Pier Maria
TITOLO: Corso di guerra et partiti di guerreggiare, e combattere, di Pier' Maria Contarini; ne' quali si tratta, come con minor essercito habbi à guerreggiare, & combatter contra essercito di gran lunga maggiore. Come s'habbi à regger vna pugna depressa. E quanto s'habbi à fare in euento di rotta
PUBBLICAZIONE: In Venetia : appresso Gratioso Perchacino, 1601
DESCRIZIONE FISICA: [4], 250 [i.e. 251], [4] carte : ill. ; 4º
COLLEZIONE: Carrato
I tre libri di messer Giovan Battista Susio
AUTORE PRINCIPALE: Susio, Giovanni Battista
TITOLO: I tre libri di messer Giouan Battista Susio. della ingiustitia del duello, et di coloro, che lo permettono
PUBBLICAZIONE: In Vinegia : appresso Gabriel Giolito de Ferrari, 1558
DESCRIZIONE FISICA: 198, [2] p. ; 4º
COLLEZIONE: Carrato
De Romana Republica sive
De re militari & Civili
AUTORE PRINCIPALE: Cantel, Pierre-Joseph
TITOLO: De Romana Republica sive De re militari & Civili
PUBBLICAZIONE: Ultrajecti : Franciscum Halmam, Gulielmum van de Water, 1696
DESCRIZIONE FISICA: [4], 59, [1] carte : ill. ; 8°
COLLEZIONE: Carrato
Avvertimenti in fattioni di gverra
AUTORE PRINCIPALE: Pellicciari, Bartolomeo
TITOLO: Auuertimenti in fattioni di guerra di Bartolomeo Pellicciari da Modona vtili e necessari a tutti gl'vffici, che conuengono in vn'ben formato essercito ...
PUBBLICAZIONE: In Venetia : appresso Pietro Fatti, 1619
DESCRIZIONE FISICA: [52], 295 [i.e. 298], [4] p. : ill. ; 4º
COLLEZIONE: Carrato
Precetti della militia moderna, tanto per mare quanto per terra
AUTORE PRINCIPALE: Ruscelli, Girolamo
TITOLO: Precetti della militia moderna, tanto per mare quanto per terra, trattati da diuersi nobilissimi ingegni, & raccolti con molta diligenza dal signor Girolamo Ruscelli. Ne' quali si contiene tutta l'arte del Bombardiero, & si mostra l'ordine che ha da tenere il maestro di campo, quando vuole accampare il suo essercito. Opera non meno diletteuole, che vtile, molto necessaria a' Principi, et a tutti coloro, che si desiderano di apprendere compitamente la disciplina militare ...
PUBBLICAZIONE: In Venetia : Appresso gli Heredi di Marchiò Sessa, 1595
DESCRIZIONE FISICA: [4], 59, [1] carte : ill. ; 8°
COLLEZIONE: Carrato
De militia Romana
AUTORE PRINCIPALE: Lipsius, Justus
TITOLO: Iusti Lipsi De militia Romana libri quinque, commentarius ad Polybium
PUBBLICAZIONE: Antuerpiae : ex officina Plantiniana, apud Ioannem Moretum, 1598
DESCRIZIONE FISICA: 2pt. (366, [2] [1] c. di tav. ripieg. ; XXIX, [7] p.) : ill. calcogr. ; 4º
COLLEZIONE: Carrato
Discorso del S. Gvglielmo Chovl
AUTORE PRINCIPALE: Du Choul, Guillaume
TITOLO: Discorso del S. Guglielmo Choul gentilhuomo lionese consigliero del rè & bagly delle montagne del Delfinato, sopra la castrametatione & bagni antichi dei Greci & Romani. Et nuouamente reuisto & ricorretto dall'istesso auttore. Con l'aggiunta della figura del campo romano
PUBBLICAZIONE: [Venezia] : per Innocente Olmo, 1558
DESCRIZIONE FISICA: 80, [4] carte, [1] carta di tav. ripiegata : ill. ; 8º
COLLEZIONE: Carrato
Historie cronologiche della vera origine di tutti gl'ordini equestri, e religioni cavalleresche
AUTORE PRINCIPALE: Giustiniani, Bernardo
TITOLO: Historie cronologiche della vera origine di tutti gl'ordini equestri, e religioni caualleresche, consagrate alla sacra maestà cattolica di d. Carlo 2. monarca delle Spagne &c. da Bernardo Giustiniano. Doue si contengono tutte l'imprese, croci, stendardi, habiti capitolari di ciaschedun'ordine, e religione
PUBBLICAZIONE: Venetia : presso Combi, et LaNoù, 1672
DESCRIZIONE FISICA: [16], 439, [1] p. : ill., 1 antip. e 2 ritr. calcogr. ; 4º
COLLEZIONE: Carrato
De militia navali veterum
AUTORE PRINCIPALE: Scheffer, Johann Gerhard
TITOLO: Joannis Schefferi Argentoratensis De militia nauali veterum libri quatuor ad historiam Graecam Latinamque utiles
PUBBLICAZIONE: Ubsaliae : excudebat Johannes Janssonius regius typographus, 1654
DESCRIZIONE FISICA: [8], 52, [2], 53-168, [2], 169-348 p. : [3] c. di tav. di cui 2 ripieg. : ill. in parte calcogr. ; 4º
COLLEZIONE: Carrato
Arte militare
del capitano Francesco Ferretti
AUTORE PRINCIPALE: Ferretti, Francesco
TITOLO: Arte militare del capitano Francesco Ferretti cauaglier di S. Stefano. Doue si ragliona di ordinanze,& dal marciar esserciti, & del modo sicuro di alloggiarli, & conoscere i buoni, & i cattiui siti, do i dissegni di molte isole, & fortezze, intagliati in rame. Opera molto necessaria ad ogni sort di capitano, & soldato
PUBBLICAZIONE: In Ancona : ad istanza di Francesco Manolessi, 1608
DESCRIZIONE FISICA: [8], 188, [16] p. : ill. ; 8°
COLLEZIONE: Carrato
De re militari libros
AUTORE PRINCIPALE: Vegetius Renatus, Flavius
TITOLO: Flaui Vegeti Renati, uiri inl. De re militari libri quatuor; post omnes omnium editiones, ope veterum librorum correcti, a Godescalco Stewechio Heusdano. Accesserunt Sex. Iuli Frontini Strategematôn libri quatuor: Aelianus De instruendis aciebus: Modestus De vocabulis rei militaris: Castrametatio Romanorum ex historiis Polybii. Accessit seorsum eiusdem G. Stewechi in Fl. Vegetium Commentarius. Adiuncta eiusdem G. Stewechi & Francisci Modi, in Iul. Frontinum Coniectanea, & Notae
PUBBLICAZIONE: Lugduni Batauorum : ex Officina Plantiniana apud Franciscum Raphelengium, 1592
DESCRIZIONE FISICA: 2 pt. (16, 320 p., 1 c. di tav. ;
16, 480, 32 p.) : ill. ; 8º
COLLEZIONE: Carrato
Li discorsi cavallereschi
del signor Francesco Birago
AUTORE PRINCIPALE: Birago, Francesco
TITOLO: Li discorsi cavallereschi del signor Francesco Birago Sig. di Merone, & di Siciano. Ne' quali, con rifiutar la dottrina cavalleresca del Sig. Giovambattista Olevano, s'insegna ad honorevolmente racchettar le querele, nate per cagion d'honore. Con la tavola delle cose notabili
PUBBLICAZIONE: In Milano : per Gio. Batt. Bid., 1628
DESCRIZIONE FISICA: [22], 256 p. : 1 ritr. ; 24
COLLEZIONE: Carrato
De militia equestri et
noua ad regem Philippum IV
AUTORE PRINCIPALE: Hugo, Herman
TITOLO: De militia equestri antiqua et noua ad regem Philippum 4. libri quinque auctore Hermanno Hugone Societ. Iesu
PUBBLICAZIONE: Antuerpiae : ex officina Plantiniana Balthasaris Moreti, 1630
DESCRIZIONE FISICA: [8], 344, [12] p., [5] c. di tav. doppie
: ill. calcogr. ; 2º
COLLEZIONE: Carrato
I carichi militari
di fra' Lelio Brancaccio
AUTORE PRINCIPALE: Brancaccio, Lelio
TITOLO: I carichi militari di fra' Lelio Brancaccio caualier' Hierosolimitano del consiglio collaterale per S.M. Cattolica nel Regno di Napoli e suo maestro di campo e consiglier' di guerra ne gli stati di Fiandra
PUBBLICAZIONE: In Anversa : appresso Ioachimo Trognesio, 1610
DESCRIZIONE FISICA: [16], 272, [20] p., [5] carte di tav. ; 4º
COLLEZIONE: Carrato
Duo libri di m. Giacomo Lanteri
di Paratico da Brescia
AUTORE PRINCIPALE: Lanteri, Giacomo
TITOLO: Duo libri di m. Giacomo Lanteri di Paratico da Brescia. Del modo di fare le fortificationi di terra intorno alle città, & alle castella per fortificarle. Et di fare cosi i forti in campagna per gli alloggiamenti de gli esserciti; come anco per andar sotto ad una terra, et di fare i ripari nelle batterie
PUBBLICAZIONE: In Vinegia : appresso Bolognino Zaltieri (In Venetia : per Domenico, & Cornelio de' Nicolini da Sabio, 1560)
DESCRIZIONE FISICA: 63, [1] p. ; 4°
COLLEZIONE: Carrato
Opera nuova di fortificare offendere, et far gli alloggiamenti campali secondo l'uso di guerra
AUTORE PRINCIPALE: Brancaccio, Lelio
TITOLO: Opera Nuova di fortificare, offendere et difendere, et far gli alloggiamenti campali secondo l'uso di guerra.
PUBBLICAZIONE: In Brescia : appresso Battista Bozola, 1564
COLLEZIONE: Carrato
I commentari di Caio Giulio Cesare
AUTORE PRINCIPALE: Caesar, Gaius Iulius
TITOLO: I commentari di Caio Giulio Cesare. Nuouamente tradotti da M. Francesco Baldelli di latino in lingua thoscana. Con figure, e tauole delle materie e de i nomi delle città, ch'in questi Commentari si leggono, antichi e moderni, per adietro non piu stampate
PUBBLICAZIONE: In Vinegia : appresso Gabriel Giolito De' Ferrari, 1558 (In Vinegia : appresso Gabriel Giolito de' Ferrari, 1557)
DESCRIZIONE FISICA: [52], 773, [3] p., [4] carte di tav. doppie : ill. ; 8º
COLLEZIONE: Carrato
Poliorceticon siue de machinis
AUTORE PRINCIPALE: Lipsius, Justus
TITOLO: Iusti Lipsi Poliorceticon siue de machinis. Tormentis. Telis. Libri quinque. Ad historiarum lucem
PUBBLICAZIONE: Antuerpiae : ex officina Plantiniana, apud Vidiam, & Ioannem Moretum, 1596 (Antuerpiae : ex officina Plantiniana, apud Viduam, et Ioannem Moretum, 1596)
DESCRIZIONE FISICA: 16, 267, 9 p. : ill. calcografiche ; 4°
COLLEZIONE: Carrato
Il soldato di Giovanni Altoni
AUTORE PRINCIPALE: Altoni, Giovanni
TITOLO: Il soldato di Giouanni Altoni fiorentino della scienza, et arte della guerra
PUBBLICAZIONE: In Fiorenza : nella stamperia di Volcmar Timan german, 1604 (In Fiorenza : nella stamperia di Volcmar Timan german, 1604)
DESCRIZIONE FISICA: [4], 130 [i.e. 126], [2] p., [4] c. di tav. ripieg. di cui 2 calcogr. : ill. ; 2º
COLLEZIONE: Carrato
Una ristretta idea di un assedio
AUTORE PRINCIPALE: Ofarris, Marco
TITOLO: Una ristretta idea di un assedio con tre tavole di tre differenti attacchi da Marco Ofarris ... composta per istruzione di suo figlio Edmondo Ofarris ...
PUBBLICAZIONE: Napoli : nella stamperia Simoniana, 1775
DESCRIZIONE FISICA: [8], LXVII, [4] p. : [1] carta di tav. ; 8°
COLLEZIONE: Laterza
Breve trattato delle moderne fortificazioni
AUTORE PRINCIPALE: Gennaro Maria D'Afflitto
TITOLO: Breve trattato delle moderne fortificazioni cavato dagl'originali
PUBBLICAZIONE: In Firenze : all'insegna della Stella, 1665
DESCRIZIONE FISICA: [8], 279, [5] : [5] carta di tav. ; 8°
COLLEZIONE: Libreria Antiquaria Gozzini
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